domenica 10 giugno 2007

da Mariella
Cara Floria, ho letto il tuo intervento e vorrei condividere con te, con voi che leggete, alcune sfaccettature del pensiero che fa di ognuno di noi un Essere dotato di libero arbitrio e libero di scegliere.
Tu ribadisci il fatto che è necessario parlare di tutto ciò che avviene senza ipocrisie. Giustissimo.
Personalmente però, sarà perché ho preso la decisione tempo fa di lasciare in tutta serenità ed autonomia, senza mai essermene pentita né essermi sentita mai sola, è che non sono un gran che interessata a conoscere quanti fatti e comportamenti di bassissimo livello, quante schifezze siano successe e stanno succedendo ad Isis, piuttosto che in giro per il mondo, all’interno delle mura della FOF.
Mi rendo conto che la gente che entra adesso o è tuttora uno studente ma all’oscuro di tutto (difficile peraltro….non sapere di certi episodi oramai sulla bocca di tutti..) sarebbe meglio avere queste informazioni. Però … non posso dire che, nonostante i fatti poco ortodossi successi negli anni, io non abbia avuto dei benefici o un aiuto per migliorarmi nella vita. Tutt’altro! Negli anni passati ho ricevuto tanto nella FOF, e sono contenta di averne fatto parte, fino a qualche anno fa. Ho visto studenti maschi assecondare i desideri del maestro e le mogli adattarsi a condividere il marito con lui….però ho anche conosciuto altri ragazzi ed uomini (e non pochi) che hanno detto “GRAZIE, NO” !. e non per questo sono stati allontanati dalla scuola, di contro semplicemente non hanno viaggiato gratis in giro per il mondo a spese di tutti gli studenti. Ognuno di noi è libero di scegliere per se stesso, e se uno è debole, è preda dell’essere circuito, in qualsiasi posto lui. Io penso che ognuno di noi se resta o se esce dalla Scuola deve farlo per le motivazioni che salgono da dentro, senza che la decisione sia pesantemente inficiata dalle testimonianze di altri.
La ragione principale per cui io sono uscita dalla FOF non è perché sono venuta a conoscenza di fatti a sfondo sessuale all’interno della scuola, ma sono uscita perché andavo agli incontri e non mi trovavo più a mio agio; quella che un tempo consideravo una parte della mia famiglia, mi era diventata estranea: la forma degli incontri era cambiata radicalmente dagli anni addietro, fino a qualche anno fa durante gli incontri c’era ancora il confronto, e l’aiuto sulla prima linea che si riceveva era fattivo; ultimamente la forma degli incontri si basava sul leggere punti di vista di personaggi più o meno famosi della storia, con l’interpretazione immancabile del Maestro, che nel 99’% dei casi differiva alquanto dall’interpretazione magari data anni addietro. Il sorriso (per non parlare del ridere di gusto che tanto fa bene al fegato nel ritmo della vita che conduciamo…) era addirittura giudicato male, con gravi danni all’essenza per conto mio (oltre che al fegato).
Era questo continuo cambiare rotta che mi ha fatto perdere la bussola. Va bene che lo stato permanente dell’uomo è il cambiamento, peccato però che negli ultimi anni il cambiamento sia andato nella direzione di “imposizione del pensiero guida” senza però avere la possibilità di verificarlo per gli studenti che devono solo “fidarsi” dell’essere e della conoscenza del Maestro.
In questa evoluzione (involuzione) del pensiero della FOF, ho percepito una specie di paranoia, un’alterazione della personalità del Maestro e di coloro che lo seguivano come segugi, che assomigliava più a perdita del senno che alla scoperta di vie nuove di conoscenza per il ricordo di sé. In più sono uscita perché reputavo il pagamento monetario mensile un importo in percentuale esorbitante rispetto alla cifra del mio guadagno mensile.
Ecco perché sono uscita, mi sembrava di essere diventata un manichino, e per di più con davvero poco buon senso, visto che faccio tanti sacrifici per arrivare a fine mese col mio stipendio, e una parte consistente la “donavo” ad una scuola che per me non era più tale.

Floria, tu obbietti il fatto che forse sarebbe meglio avvisare più gente possibile di come stanno le cose. Questo lo stiamo già facendo indirettamente e direttamente, sia sul blog italiano che su quello inglese, tutti possono parlare liberamente delle esperienze personali nella FOF, sarà il moderatore di questo blog a gestirne le pubblicazioni se ritenute opportune.
Il mio dubbio è che sapere come stanno le cose può servire, ma altresì penso che così come un innamorato - anche se gli viene raccontato peste e corna della fidanzata o del fidanzato – imperterrito continua ad amarlo e a mettere la testa sotto la sabbia pur di non vedere come sono le cose, così uno studente perseverante della FOF sarà più propenso a dire che chi lascia è frustrato, e quindi ha bisogno di parlare male della scuola.
No, non è così. Parlare di tutto, ma senza accanimento, questo è il mio pensiero. Perché siamo tutti liberi di andarcene da un posto che non ci piace.
Noi abbiamo trovato il coraggio di parlare liberamente su questo blog, e ognuno di noi, per sua coscienza morale, deve sentirsi libero di esprimere ciò che ha nel cuore, per alleggerirsi, per condividere o altro.
La vita continua, infatti la postilla in alto di questo blog dice: …per parlare del nostro lavoro su di sé …. Non è vero infatti che se si lascia la FOF si perde la prima linea, anzi.. per quello che ho sperimentato, la si affronta con più consapevolezza. Nessuno può portarti via la tua prima linea, neanche il racconto di fatti con alchimia “piombo” , neanche il Maestro.
Mi è sembrato di capire che tu vivi ad Isis. Non so se sei ancora uno studente, ma in ogni caso, da parte mia, hai solo considerazione affettivo-positiva comunque e dove tu sia.
Un’altra delle libertà che mi sono presa uscendo dalla scuola, è non giudicare o trattare come un povero disgraziato chi non è uno studente della FOF o chi non lo è più. Di “addormentati” ci sono solo i superbi, ma non stanno nelle mura di questo blog.
Un abbraccio forte

Da Michele:
Floria scrive: "Se questo blog è indirizzato soltanto ad "ex studenti" che hanno il desiderio di condividere il "passo successivo", lasciandosi alle spalle ciò che ancora esiste tra queste mura, vi lascio e mi scuso di aver abusato del vostro tempo; Ma se uno dei vostri obbiettivi è di gettar luce sui lati scuri di questa "Scuola", abbiate il coraggio di rimanere aperti alla "cruda" realta’."
Credo che questo blog dovrebbe avere lo scopo di aiutare chi ha già lasciato la Fellowship of Friends nel naturale processo di distruzione, che comprende il fare luce su fatti che ci venivano tenuti nascosti, il far luce su cose assurde che hanno avuto la nostra ingenua fiducia collettiva, il capire meglio e da altri punti di vista che cosa è stata / che cosa è la Fellowship of Friends. Per questo è giusto e naturale parlarne. Non si tratta di "rimanere attaccati al passato". Il problema da porsi è di "non gettar via il bambino con l'acqua sporca":
Parlare liberamente e condividere liberamente le informazioni, senza le censure e il condizionamento della setta, potrà aiutare inoltre gli attuali studenti della Fof che vengono a contatto con il blog. Per loro non può essere altro che un processo positivo, sia che giunga a portarli via dalla Fellowship sia che giunga a farli restare.
E' anche molto bello che chi ha lasciato nel passato e chi sta lasciando adesso abbia un punto di riferimento, un luogo - per adesso immateriale - dove poter parlare e incontrarsi (a proposito, organizziamo una festa?).
L'altro scopo importante cui il blog è chiamato è, come dice Floria, "condividere il passo successivo" tra noi, reduci dall'esperienza della Fof. Ci sono molte situazioni diverse, tra chi ha lasciato. C'è chi si dedica da subito a un nuovo sentiero, cui magari aveva già cominciato a dedicarsi tempo prima. C'è chi si prende del tempo per "digerire" e riflettere. Forse c'è chi, semplicemente, dimentica. Per tutti, il contributo degli altri può essere molto utile.
Credo che non possiamo avere due tempi: il primo per il processo di distruzione e il secondo per condividere il passo successivo. Queste due tracce coesistono e si intrecciano, come d'altra parte avviene anche nel blog inglese.
Un abbraccio a tutti
Michele



dal Moderatore

Diversi messaggi firmati "Anonimo" provengono da persone diverse, probabilmente a questo punto gli anonimi sono 4 o 5. In questo modo però, se un altro vuole rispondere a un messaggio in particolare o farvi riferimento, non può farlo. Sarebbe auspicabile, per il buon funzionamento del blog, darsi un nome: se non si desidera usare il proprio, si può inventarne uno qualsiasi così da rendersi "emozionalmente" riconoscibili dagli altri. È anche divertente e il blog sarebbe più carino.
Grazie dei contributi e buona continuazione a tutti
Walt

da Anonimo
Carissima Mariella, grazie per aver chiarito le circostanze nelle quali Marco e Roberto sono mancati.
Mi spiace moltissimo che tu abbia dovuto soffrire una tragedia così grande. La tua certezza che Marco sia il tuo diamante nel centro del tuo cuore mi dice di un legame indistruttibile, tra la morte e la vita non importa. Spero che l'amore abbia almeno questo potere, altrimenti le nostre vite sembrerebbero un brutto gioco delle volte.
Sei ancora nella scuola oppure anche tu hai deciso di lasciarla? Quando guardo dietro a me nel mio passato, i momenti bellissimi vissuti con alcuni studenti ai tempi della mia adolescenza (per modo di dire) nella scuola sono indistruttibili.
Questi blog sono una finestra sul passato, mi fanno ricordare tantissimo, nonostante io ritenga la scuola un esperimento assurdo, tutto sommato.
Sono felice di aver ottenuto la mia libertà, ho dovuto passare attraverso lo stretto cancello di sottopormi all'autorità di Robert e della fof per uscire dall'altra parte con più esperienza e maturità, ma anche con tanto tempo perduto speso nel costruire non la mia vita, ma la visione di un altro.
Ti mando i miei più cari saluti Mariella. Mi piacerebbe continuare il dialogo.

sabato 9 giugno 2007


Dal Moderatore:
Nella parte sinistra della pagina trovate un nuovo link, "Tutto quello che avreste dovuto sapere sulla Fellowship of Friends". Ho creato questa pagina come un esperimento, e vedremo se nei prossimi giorni verrà popolata o meno di informazioni (se volete inserire una informazione dovete mandarmi un e-mail al mio indirizzo, walt-whitman@libero.it, il vostro indirizzo e-mail non verrà pubblicato). Nella pagina, come vedrete, potete anche inserire un vostro commento a una singola informazione. Ripeto, è un esperimento. Potete anche farmi sapere cosa ne pensate privatamente, scrivendomi nel messaggio "da non pubblicare" o qualcosa del genere.
Ciao a tutti
Walt

Da Anonimo:
Ciao a tutti,
giorni fa in una conversazione con un amico studente che stimo molto, ho potuto ricevere alcune fotografie che considero sincere nelle intenzioni a proposito dei possibili motivi che mi hanno "allontanato dalla scuola."
Ripensando e valutando al meglio delle mie possibilità ho osservato però che nell'esposizione di queste fotografie potrebbero essere coinvolti alcuni meccanismi ed aspetti che vorrei condividere.
Il primo aspetto paradossale è dato dal fatto che la Scuola, che ci dovrebbe preparare per la vita, in alcuni casi viene a sostituire la vita stessa, che viene svalutata ed evitata in quanto "fonte di identificazioni". Si viene educati a ripetere a se stessi: "vedo che da solo il lavoro è impossibile"confondendo il fatto che, seppure tutti abbiamo avuto bisogno di qualcuno che ci insegnasse ad osservare ed osservarci per potere discriminare ciò che è reale e ciò che non lo è, questa fase può degenerare in una identificazione ed uno stato di dipendenza con questa fonte. Il risultato spesso è che si delega la responsabilità per il proprio lavoro ad una fonte esterna, rimanendo nella "confortevole" situazione di un bambino che aspetta fino ai 40 anni che papà e mamma gli dicano dove sbaglia e cosa deve fare anche quando oramai queste informazioni gli sono indiscutibilmente accessibili grazie all' esperienza e capacità di discriminare che dovrebbe avere acquisito.
Un altro aspetto che mi si è presentato di fronte è il seguente: alla base delle idee di lavoro, quale utile strumento di discriminazione nella scelta dei "progetti " nei quali investire le proprie energie esiste la differenziazione tra attività che vanno in una direzione EVOLUTIVA nel senso più nobile del termine ed attività che vanno in una direzione completamente opposta e che sono caratterizzate da forti identificazioni promosse dal nostro re di fiori. Purtroppo a volte la mente formatoria adatta il tutto al suo livello di comprensione e quindi qualsiasi cosa sia in relazione con casa, famiglia, rapporti, lavoro etc.. viene etichettata come "IDENTIFICAZIONE" mentre tutto ciò che è connesso con la scuola viene etichettata come nobile ed elevato.Quindi anche le ottave di terza linea fatte in forte stato di identificazione, e sotto l'influenza delle caratteristiche sono valutate progetti di serie A mentre degli sforzi sinceri di vivere il nostro quotidiano al meglio tra battaglie di "io", emozioni negative e stoico coraggio nel cercare un margine di spazio interiore nel quale ricordare se stessi per vivere veramente il presente vengono definite frettolosamente progetti di serie B ovvero legati all'area del centro istintivo.
Anche quì la scuola passa ad essere trasformata e, da strumento utile a vivere il vero presente, diventa l'unico presente veramente nobile e degno di sforzi ed energie, e non viene quasi notato il fatto che spesso, dopo essere diventato una fonte di grande identificazione, perde la sua utilità come strumento di trasformazione. Molti testi e tradizioni che sono studiati e utilizzati dalla scuola parlano in modo molto chiaro di questi meccanismi, tratto da questi questi vorrei riportare una storia presente in una serie di racconti di ATTAR in cui vengono descritte le vite di coloro che vengono considerati i più fulgidi esempi di elevazione spirituale, saggezza e illuminazione tra i Sufi di varie epoche. Non ricordo ora esattamente chi fosse il soggetto dell'aneddoto ma la sostanza è questa: Un giorno un maestro Sufi di grande valore decise di fare il suo pellegrinaggio alla mecca dato che temeva di non avere in futuro altre possibilità per fare il viaggio. In quel periodo sua madre era inferma e aveva bisogno di assistenza, quindi il Sufi si trovava in uno stato di lotta interiore sulla scelta da fare... Rimanere a casa e accudire la madre malata o seguire i dettami della sua fede e fare il pellegrinaggio? Alla fine di un lungo pensare decise di partire per il pellegrinaggio ma durante la prima notte di viaggio fece un sogno nel quale gli apparve il profeta che gli disse "torna a casa ad accudire tua madre, questo verrà valutato più di 100 giri attorno alla mecca!" egli immediatamente si destò e fece ritorno a casa.
Un abbraccio a tutti.

Per Marco e Roberto

Caro Anonimo,
Tu chiedi notizie sulla scomparsa di Marco Colombo. Io mi chiamo Mariella e sono sua moglie; uso il presente perché dire “ero” è la stessa cosa; in fondo, dal momento che lui non c’è più, il presente o il passato non hanno rilevanza, e poi mi considero ancora sua moglie.
È mancato il 13 novembre del 2002, se ne è andato dopo solo 13 giorni di ospedale, per un carcinoma fulminante al fegato. Aveva 45 anni.
E’ stato un grande uomo, e per me un grande amore, che non si è ancora spento, e non penso si spegnerà mai. Non è identificazione, è elaborazione del dolore. Abbiamo avuto un figlio, lui lo ha lasciato che aveva 6 anni, oggi ne ha 11, gli assomiglia molto, ed anche lui come suo padre, è centrato emozionalmente.
Mio figlio è un gioiello nella mia vita, e Marco è il mio diamante in mezzo al cuore.
Per quanto riguarda Roberto Piccoli, so che è mancato a seguito di una lunga malattia.
Grazie per l’opportunità di aver parlato di nuovo di questi due ex studenti.
A presto
Mariella

venerdì 8 giugno 2007

da Anonimo
Scusate se mi introduco senza dirvi il mio nome, per lo meno in questo momento.
Sono un ex fof e seguo il blog americano con molto interesse.
Il fatto che finalmente noi parliamo della nostra esperienza con la fof e` veramente molto positivo.
In questo momento ho una domanda molto personale.
Ho appena letto che Roberto Piccoli e Marco Colombo(?) di Milano sono mancati.
La cosa mi dispiace assai, e vorrei sapere in quali circostanze queste due care persone del mio passato sono mancate.
Se avete delle notizie vi prego di darmele. Sinceramente.

giovedì 7 giugno 2007

da Gabriella F.
Ci sono cose sordide che ho appreso ultimamente sulla vita personale di Robert e del suo entourage che mi hanno ferito, offeso, cose di cui per tanti anni non sono stata a conoscenza. Non solo per “ingenuità” o grazie ai respingenti (il che non fa di me, né di tutti gli altri “ingenui” degli idioti), ma perché certe cose sono state tenute gelosamente nascoste, specialmente agli studenti nei Centri.
E anche perché forse molti di coloro che sapevano non ne parlavano, oppure ci ridevano sopra, minimizzavano, giustificavano. Non c'è colpa in questo. Uno dei poteri del condizionamento psicologico è portare ad ammettere anche le cose più aberranti in nome dei propri obiettivi. Se si guarda bene, si potrebbe anche arrivare a uccidere in nome di qualcosa del genere. Integrità, senso comune, considerazione esterna vengono bollati come “dominio femminile e moralismo”, oppure con argomentazioni del tipo “è il suo play, non puoi farci nulla”.
A chi chiede “testimonianze” dico che è sufficiente leggere il blog in inglese per sapere che così tanta sofferenza nessuno sarebbe capace di inventarla.

Forse in questo blog si voleva solo provare ad andare avanti, sì.
Ma, dopo aver letto Floria, mi rendo conto che anche questo è, da un punto di vista, un respingente.
A me sembra che possiamo fare le due cose insieme: si lasci che venga messa a nudo la “cruda” realtà (non sappiamo molto qui, a parte le testimonianze del blog in inglese) e al tempo stesso che si possa guardare avanti. L’onestà in fondo, è tutto e non può che far bene.
Personalmente, voglio far tesoro dell’esperienza nella FoF. Sarebbe una sconfitta non farlo: un consegnare ad altri le chiavi del mio lavoro. Quello che ho acquisito, la conoscenza di me che ho accumulato, i miei momenti di presenza, quello che ho visto, è roba mia. Guadagnata. Non è di Robert. E la voglio portare con me. Così come le amicizie profonde che abbiamo sviluppato nella scuola. Forse, il desiderio di “andare avanti” risiede proprio qui: ritrovare vecchi amici e trovarne di nuovi con cui condividere il desiderio di continuare un viaggio che sento ancora mio.

Capisco che la tua condizione, Floria, sia ben diversa perché vivi lì e, come dici, quella è la tua unica casa. Io vivo in una città e ho un lavoro nella vita. La mia condizione è più facile. (L’aspetto difficile, caso mai, è che quando si esce dopo tanti anni dalla FoF e si è in una città, la solitudine è un fatto). Non so nemmeno se tu sia ancora nella FoF o meno, ma hai pensato anche di venire via da lì?
A questo proposito, mi piacerebbe che in questo blog si potesse prendere in considerazione la possibilità di dare una mano, non so come, ma un modo ci dovrà pur essere, a chi desidera venire via da Isis ed è in difficoltà. Non mi soprende infatti che per chi ha costruito la sua vita lì, il suo lavoro, la sua casa, una famiglia, insomma tutto, venire via - ammesso che lo voglia - comporti anche delle grosse difficoltà oggettive. Non so, l’ho solo buttata lì.
Sono contenta che ci siamo ritrovati qui. Comunque, è un modo anche questo di andare avanti. Un abbraccio,
Gabriella

Da Floria:
Cara Mariella e “Caro” Moderatore,
Avete pensato al fatto che la realta’ di cio’ che avviene dietro le porte chiuse della Galleria sia , a questo punto, materiale d’informazione essenziale per gli “Ancora giovani studenti” magari in procinto di fare una visitina ad Isis e/o viaggiare con Robert per la prima volta, per i “Patologicamente ingenui” che sono nella Scuola da 150 anni senza sapere quale organismo stanno realmente nutrendo e per i “Centri magnetici a caccia” che potrebbero così fare una scelta piu’ ragionata sulla propria decisione di affiliarsi alla FoF?
Come voi fate uso di ciò di cui siete già a conoscenza è una vostra personale scelta e responsabilità, così come lo è il renderla nota al maggior numero di persone possibile perchè non vengano lasciate vulnerabili della loro stessa ignoranza.
Vivo ad Isis da XX anni, questa è la mia unica “casa”, voglio sapere quello che succede tra le sue mura.
Non e’ il voyeurismo che rischia di dividerci, e’ l’ipocrisia.
Non desidero essere nè sconveniente, nè volgare, ma la realtà è che qui i fatti SONO volgari e gli studenti, attuali e potenziali, hanno il diritto ed il dovere di lasciarsi contrariare ed “inconvenire” da queste realtà.
Mantenere le apparenze “ineccepibili” è una delle varie forme d’arte di Robert.
Vorrei poter mettere un cartello all’entrata di Isis che dice : “As long as it looks good..”
Che sarebbe a dire … finchè l’apparenza è salva e soddisfacente sul piano estetico, preferibilmente adornata da profusioni di lunghi abbracci, baci & sorrisi, il marcio e la corruzione si possono tranquillamente ignorare.
Sono stanca dell’ipocrisia in cui ci siamo sotterrati.
Se questo blog è indirizzato soltanto ad “ex studenti” che hanno il desiderio di condividere il “passo successivo”, lasciandosi alle spalle ciò che ancora esiste tra queste mura, vi lascio e mi scuso di aver abusato del vostro tempo;
Ma se uno dei vostri obbiettivi è di gettar luce sui lati scuri di questa “Scuola”, abbiate il coraggio di rimanere aperti alla “cruda” realta’.
L’abbiamo nascosta, ignorata e temuta per troppo a lungo.
Sono pronta a sedermi con voi…

martedì 5 giugno 2007

Da Anonimo:
Cara Laura,
Sembra che tu sia la persona, in questo blog, che da più lungo tempo ha lasciato la Fellowship of Friends. Leggo nelle tue parole che la tua esperienza successiva è stata molto vitale, forse di ulteriore scoperta. Mi piacerebbe sapere se "il ricordo di sè" o l'"essere presenti" ha ancora un valore, se ha ancora un valore ma ha cambiato forma vorrei sapere in che senso è cambiato, o se magari hai abbandonato questa idea. Aspetto di leggerti, se vorrai scrivere.

lunedì 4 giugno 2007

da Mariella
Ho letto alcuni interventi, e prima di tutto vorrei dire che sono grata a chi scrive, perché la comunicazione è la cosa più naturale che esista, per tutti gli Esseri di questo pianeta. E’ la comunicazione, il dialogo, lo scambio, il confronto, che ci arricchiscono.
Condivido in pieno il pensiero del moderatore quando scrive che non sarà dato spazio in questo blog alla volgarità e ai particolari di episodi incresciosi, che nulla possono dare se non quel sottile gusto di voyeurismo che non unisce, ma divide. Divide, perché ci separa dai momenti alti di vero scambio di opinioni, e non scambio di emozioni negative.
Sono stata anch’io tanti anni nella FOF, 20 anni, durante i quali di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, e non sempre era acqua chiara, limpida. Ma sono rimasta in piedi, come voi amici, come tanti, perché abbiamo mantenuto il libero arbitrio. E proprio il libero arbitrio mi ha permesso di assaporare negli anni della FOF il gusto di alti stati emozionali, così come però ho avuto la fortuna di provare anche quando ho lasciato.
Un interventista di questo blog, scriveva che "è innegabile che gli incontri alzino lo stato"; è innegabile – penso io – che lo stato dipende da noi alfine. Infatti, se posso raccontarvi e condividere con voi un mio "terzo stato" che ricordo più di ogni altro, più di tante cene con Robert e più della nascita di mio figlio, (peraltro un momento di presenza piuttosto alto per l’intensità delle emozioni), questo stato alto – dicevo - che mi porterò dentro è accaduto anni fa mentre ero in automobile, arrivai ad un punto della strada dove si era svolto un incidente mortale il corpo del poveretto stava lì, e la gente intorno era ammutolita… Quel silenzio così profondo, così interiore e uguale per tutti, come fosse un’espressione di massimo rispetto per la Morte, fine ed inizio forse, di tutto un ciclo, quel silenzio mi faceva sentire un Essere consapevole del proprio ruolo, così breve, così patetico a volte per la drammaticità con la quale viene vissuto, del tutto inutile. E’ stato uno stato alto, e non ero ad un incontro, né insieme ad altri studenti. Fu l’inizio forse, di un dialogo interiore personale, che sviluppai, chiedendomi sempre più spesso quali erano le vere scintille che accendevano i miei centri superiori.
E’ vero – come diceva questo studente nel suo intervento – che chi esce dalla scuola non ha più un "direttore d’orchestra" ma è altresì vero che si può suonare ottima musica anche da amatori, senza pretese di diventare professionisti, ma consapevoli di essere sinceri fino in fondo con se stessi, e senza quel velo di melanconia latente. La sincerità con se stessi, bene imprescindibile, cosa che negli ultimi anni a scuola da Robert, stavo perdendo: lì mi si chiedeva di seppellire il mio Re di Fiori, colui che probabilmente spesso dice la verità….e allora andava punito.
Sono qua, migliore o peggiore di prima, ma nel pieno del mio libero arbitrio, più leggera, più libera nel ricordare me stessa, e quando non riesco, senza sensi di colpa verso nessuno, tanto meno me stessa.
Non sono più uno studente della FOF, ma mi sento ancora un rispettoso credente della Quarta Via, quella che non perde tempo nel giudicarmi se metto i pantaloni e non la gonna, la Quarta Via, quella piena di entusiasmo, un po’ più umile nel non pretendere, una strada da percorrere a braccetto con i miei amici.
Cin Cin ! a presto

da Michele

Gagan:
La linea della Fellowship, sull'argomento cui ti riferisci, è il silenzio. Credo che l'ufficio legale abbia provato a alzare la voce e minacciare in relazione a un post scandaloso. Quando però si è parlato dell'esistenza di un filmato girato con un telefonino, la FoF è tornata nel silenzio. Robert ha già subito molti processi e pagato un sacco di soldi.
I particolari dell'intimità di Robert non mi interessano. Parlarne è in una certa misura, anzi, pettegolezzo. Quello che mi ha interessato, essendo lui stato il mio maestro, è l'atteggiamento emozionale che ha verso le persone con cui intrattiene rapporti. Di questo ho scritto nel mio precedente post.
Credo che Robert dovrebbe essere aiutato, e che si sia trovato da solo, senza freni, con le sue pulsioni. Purtroppo, forse, non può ricevere aiuto perchè nella sua cerchia è lui l'autorità assoluta.
Per quanto riguarda i membri attuali della FoF, non credo che avrai risposte su questo blog. Hanno infatti avuto un "task" (compito, esercizio) di non leggere il blog inglese (tantomeno quindi quello in italiano). L'idea è che possono utilizzare il proprio tempo diversamente e più costruttivamente per la propria anima. Inoltre esiste un task di minimizzare i contatti con gli ex-studenti. Questo task viene proposto con l'idea che così le persone possono sentire il bisogno di tornare alla scuola. Da quando ho lasciato mi sono reso conto che quasi mai torna chi ha compiuto il passo di lasciare, specie se è stato nella scuola per un periodo consistente. L'esercizio c'è per il semplice motivo che chi si libera sviluppa dei pensieri propri che non devono infettare gli altri. Noi esseri umani siamo molto influenzati da chi ci sta intorno, molto più di quanto crediamo.
Questi esercizi che chiudono il mondo della libera comunicazione ai membri mi fanno vedere come, da un punto di vista, la FoF sia una setta.

Saluti a tutti
Michele


Dal Moderatore:
Caro Gagan, scrivi:
"Mi dispiace invece che una persona abbia voluto condividere con me pensieri ed emozioni, ma poi se ne sia pentita e abbia cancellato il suo post." Sono io che gestisco la pubblicazione dei vostri interventi come post, che mi giungano sotto forma di commento o di e-mail. L'autore del post cui fai riferimento mi ha chiesto di rimuoverlo temporaneamente perchè temeva che da alcune frasi si potesse risalire a identificare le persone cui faceva riferimento, in una questione così delicata. Quel post verrà quindi ripubblicato, appena lo riceverò di nuovo, privo di riferimenti personali.
Il tuo intervento è gradito e le tue domande assolutamente pertinenti, grazie anche a nome degli altri partecipanti. Sarebbe molto interessante avere risposte anche da membri attuali della Fof.
Walt

Da Gagan
Cara Laura,
ti ringrazio della tua risposta. Mi dispiace invece che una persona abbia voluto condividere con me pensieri ed emozioni, ma poi se ne sia pentita e abbia cancellato il suo post.
L'intervento di WhaleRider sul blog inglese è in effetti di quelli che non lasciano indifferenti. Personalmente, non credo alla distinzione tra vita privata e vita pubblica, soprattutto nel caso di un maestro spirituale. Ritengo che se un maestro non dimostri con la sua vita i suoi insegnamenti, questi ultimi non abbiano molto valore. A questo proposito, sperando di non abusare della vostra ospitalità , vorrei continuare a fare delle domande su questo blog, domande che in futuro conto di rivolgere anche a studenti tuttora iscritti alla scuola.
- Nella prima pagina del blog inglese ho letto l'intervento di una persona secondo cui, venti anni fa, si diceva che Robert era casto e non aveva attività sessuali. Questa era la versione ufficiale della FoF, l'immagine che Robert dava di sè in pubblico?
- Esiste una risposta ufficiale, una presa di posizione della FoF o, meglio ancora, di Robert, a questo stillicidio di "rivelazioni" sulla vita sessuale di Robert? Smentite, querele, indifferenza, conferme, spiegazioni?
- Qual'è il pensiero di Robert sulla sessualità? Nel libro "Il ricordo di sè" (la mia principale fonte di informazioni sul pensiero di Robert) non mi sembra che se ne parli granchè. Egli pensa che sia possibile conciliare "la costruzione dei corpi sottili" con un'intensa attività sessuale?
Grazie a chiunque vorrà rispondere. Sono molto gradite anche risposte da attuali membri della FoF.
Un abbraccio a tutti,
Gagan

domenica 3 giugno 2007

da Laura

Caro Gagan, per quanto riguarda le orge non so, ma so di sicuro che tanti cari amici nella FOF hanno fatto sesso con Robert. Erano tutti maschi, giovani ed eterosessuali. Tutti sono stati pesantemente manipolati. Conosco altri che hanno detto di no, e che quindi sono stati allontanati dalla sua presenza.
Tutti, in un modo o nell'altro, hanno sofferto.
Ho visto anche diversi matrimoni crollare sotto il peso di queste esperienze e delle pressioni di Robert. Ma come affrontavamo queste cose a Renaissance? ci si scherzava sopra. Potenza dei respingenti!
Comunque, ti consiglio di leggere il post di WhaleRider 8/#262 sul forum in inglese, che narra in modo esplicito un'esperienza personale devastante.

dal Moderatore

Ciò che accade dentro le mura della Gallery certamente non è cosa ininfluente. Tuttavia, non verranno pubblicati messaggi che si addentrino in modo sconveniente e volgare in questo argomento.
Detto questo, se qualcuno desidera rispondere alla legittima domanda di Gagan in questo sito, è libero di farlo.
Grazie a tutti e buon lavoro


Da Gagan
Ciao,
mi chiamo Gagan, ho 32 anni e qualche anno fa sono stato, per pochi mesi, uno studente della FOF. Ho seguito e seguo anche altre strade, da Osho (dalla sua scuola viene il mio nome spirituale Veet Gagan = going beyond sky) alla Biodanza, allo Zen. Di base, però, ho una sola tecnica: il ricordo di sè, che cerco di mettere in pratica sempre e dovunque.
Della FOF ho ricordi contrastanti: da un lato ero affascinato, dall'altro alcune cose non mi tornavano. Penso ancora che potrei rientrare nella scuola, ma solo per il piacere di promuovere la presenza insieme agli altri studenti, e non per Robert.
Comunque, il motivo per cui ti scrivo è farti una domanda: tutte queste orge di cui parli nel tuo sito sono un fatto documentato? Ho cominciato a leggere il blog in inglese, e francamente alcuni interventi mi sembrano poco credibili. Voglio dire, certe descrizioni di ciò che avverrebbe nella Galleria paiono esagerate. Tu sei certa che le orge e le perversioni sessuali non siano solo un pettegolezzo infondato? Come fai a saperlo? Solo dal blog? Sai, anche su Osho circolano tante voci (mia madre mi disse che era morto proprio durante un'orgia), ma io sono convinto che la maggior parte di esse siano false.
Grazie dell'attenzione.

Love -
Gagan

Da Laura

Cara Gabriella,
anche a me una volta accadde una simile esperienza rivelatoria con uno studente. Ma, anche se emotivamente colpita, ero da poco nella Fellowship e pensai che il problema di "megalomania spirituale" riguardasse la persona e non la scuola. Ci sono voluti dieci anni da studente e diversi anni di vita nell'allora Renaissance per rendermi veramente conto di quanto questo atteggiamento sia incoraggiato da Robert, anzi sia uno dei principali modi in cui tiene intrappolati gli studenti. Siamo così convinti di essere speciali, diversi, fortunati. Niente si salva: la nostra famiglia, i nostri amici, le altre scuole spirituali, il mondo intero viene svalutato e noi diveniamo gli eletti dal cui lavoro nasce la speranza di una nuova civiltà. Peccato che tutto ciò avvenga solo nella nostra mente. Sin dall'inizio una parte di me si ribellava a queste idee, ma non mi rendevo conto di quanto siano pericolose per il cammino spirituale. Tutte queste nozioni vanno solo ad accrescere il nostro egoismo e le nostre paure. Facendoci divenire i protagonisti di questa grandiosa soap opera dello spirito, Robert ci incatena alle nostre illusioni più puerili. La capacità di giudizio razionale si affievolisce e le emozioni vengono artificiosamente manipolate, finché diveniamo membri a tutti gli effetti di questo piccolo mondo chiuso e autoreferenziale, una specie di immaginario club dei vip dell'illuminazione.Potrei andare avanti a elencare tutte le perniciose conseguenze psicologiche di queste fantasie da "eletti", ma so che su Internet esiste una quantità di materiale a disposizione di chi voglia approfondire questi temi. Mi preme dare un consiglio, nato dalla mia esperienza personale, a tutti gli amici in cammino: non permettete che il vostro lavoro, compiuto in nome dell'evoluzione interiore, vada a nutrire ciò che vi è in voi di più basso, il vostro egoismo. Dopo aver lasciato la Fellowship ho avuto la fortuna di conoscere diversi maestri buddisti, che mi hanno ispirata con la loro umiltà e attitudine compassionevole. Il buddismo Mahayana insegna:"abbiamo bisogno di essere aperti, di aprirci al mondo. Questo tipo di attitudine è la quintessenza del pensiero e del sentiero del Buddha, quella che ci porterà verso la liberazione finale. Aprirsi a tutti gli esseri senzienti, prendersi la responsabilità di tutti gli esseri senzienti, questo è quello che noi chiamiamo la mente dell'illuminazione ed è quello che in sanscrito viene chiamato la "Bodhicitta"... "E quanto è lontano Robert da questa descrizione: "i veri maestri sono gentili, compassionevoli, instancabili nel desiderio di condividere la saggezza ricevuta dai propri maestri, non approfittano e non manipolano gli studenti in nessuna occasione e in nessuna occasione li abbandonano, non servono i propri scopi ma la grandezza degli insegnamenti, rimanendo sempre umili" (Sogyal Rimpoche).
Personalmente ho vissuto, sperimentato e imparato molto negli ultimi dodici anni senza Fellowship, e non ho mai avuto la sensazione di avere abbandonato il cammino evolutivo. Non rimpiango il mio passato da studente, tanto ho imparato e tanto mi sono divertita. La vedo come una fase adolescenziale della mia vita interiore: sapete, quel periodo in cui ci si sente così importanti e carichi di potenziale, in cui le cose brutte succedono solo agli altri mentre noi viaggiamo sulle ali della nostra energia sessuale...Ma poi diventiamo adulti e impariamo che la vera vita è quella che si affronta una volta che non ci sono più certezze né paure, quando siamo pronti a farci carico personalmente delle nostre scelte e dei nostri sogni. E quando capiamo finalmente che, nonostante il nostro desiderio di evolvere. non siamo né diversi né superiori a nessuno. Perché la luce immortale, la consapevolezza che non nasce e non muore, è un unico grande essere che si presenta in forme diverse, e ogni essere è fondamentalmente composto di questa luce. E risvegliarsi a questa realtà ci permette di rinunciare al pensiero dualistico che ci separa dal mondo e di avvicinarci alla comprensione della fondamentale natura della mente che è essenzialmente consapevolezza e amore. O che cosa altro pensiamo significhi diventare consci?Se siete nella FOF e state pensando di lasciare, guardatevi intorno con occhi e mente aperta: vedrete che il mondo offre tante possibili strade, tanti insegnanti e tanti compagni di viaggio. E non è neanche impossibile crescere da soli. Diffidate di chiunque voglia convincervi di essere l'unico in grado di aiutarvi. Come disse San Paolo, "lo Spirito soffia dove vuole". E nessuno, nemmeno Robert Burton, lo può fermare.
Tanti tanti auguri a tutti

Laura

venerdì 1 giugno 2007

Da Gabriella F.

Oggi ho avuto un ricordo “vivido” del mio tempo nella FOF che mi sta aiutando a comprendere meglio i “meccanismi” che ci possono tenere intrappolati in qualcosa di simile a una setta. Vorrei condividerlo.

Ho un carissimo amico che è ancora nella Fellowhisp of Friends e che vive ad Isis. Una persona molto bella, con un cuore buono e buone intenzioni: adorabile. Mi è sempre piaciuto essere in sua compagnia e lui è sempre stato un punto di riferimento per me. Lui era nella scuola da più tempo di me e io, da italiana, ho sempre nutrito l’idea che gli Americani fossero i nostri padri, e fossero comunque più “consci” di noi.
Lui è – non sono sicura a questo punto, ma potrei scommetterci – un “fedele” di Robert e della FOF.

Un giorno, forse tre anni fa, eravamo al ristorante. Non ci vedevamo da almeno un paio d’anni. Lui era in visita nella città in cui vivevo e decidemmo di pranzare insieme. Avevo davvero voglia di vederlo, di parlare un po’, insomma, di stare semplicemente insieme, godendo l’uno dell’altra, condividendo momenti di presenza. Ma dopo un po’, l’atmosfera ha cominciato ad appesantirsi. Lui aveva voglia di “insegnare”, di essere estremamente serio; purtroppo, c'è chi pensa che si debba essere estremamente seri quando si è presenti ... (personalmente, non sono d’accordo, probabilmente non lo sono mai stata. Penso che nelle nostre possibilità più alte ci sia la “gioia”!). Mi trovai a cercare disperatamente il mio amico ...

A un certo punto, assunse una grave “intensità” e disse: “Una delle cose più difficili nel nostro cammino è accettare che siamo così profondamente coinvolti in qualcosa di superiore – e fece riferimento a Robert – che anche le persone che amiamo muoiono per causa nostra … per la nostra evoluzione…”.
Disse anche altre cose, ma ero così impressionata che facevo fatica a restare seduta a tavola... Dunque, ciò significa che l’incidente d’auto di mio fratello, o il suicidio di mia madre, insomma, le persone che ho amato sono morte per me? Dovrei essere orgogliosa di un simile “privilegio”? E che forse tutte le catastrofi, le guerre e la miseria: tutto ciò accade perché gli studenti della Fellowhisp possano evolvere? Oh, Cielo!

Ricordo che dentro di me si accese una sorta di lotta: mi sembrava chiaro che avrei potuto credere a quello che diceva e sentirmi così “catapultata” in un mondo irreale dove Io-Noi siamo le uniche entità che contano … Là dove una certa atmosfera fittizia “celeste” ti può indurre a pensare che davvero fai parte di qualcosa di divino ... Qualcosa in me (forse la vanità) pensò che ero pronta per un simile straordinario messaggio.
Ma un’altra parte di me mi sussurrò che non potevo credere a qualcosa di simile (forse, il buon senso) e che dovevo restare nel mondo reale, là dove nessuno vale più di un altro essere umano. Ma certo, in questo caso, avrei perduto quel messaggio “celeste” dell’Influenza C...

Fortunatamente, non ho “creduto”. Io non sono entrata nella Scuola per “credere”. Quel giorno, qualcosa è cambiato nel mio rapporto con la Scuola e ricordo quel momento ancora, emozione dopo emozione.

Sono sorpresa della veridicità che ha accompagnato questo ricordo. Ho voluto condividerlo perché mi aiuta a capire come possiamo arrivare a credere qualunque cosa ci venga detta, anche la più stupida, anche l’affermazione più assurda che va contro il senso comune persino di un bambino: nella Fellowship, è stato “modellato” un modo di pensare (una specie di modello Word) così che siamo pronti ad ammettere qualunque cosa, sempre che sia funzionale alla NOSTRA PERSONALE evoluzione.

Ad essere sincera, non è facile pubblicare questo messaggio, anche se ho lasciato la Scuola..
In questi ultimi mesi, ho appreso cose su Robert che non avrei mai immaginato.
Credetemi: in 20 anni, non ho mai saputo nulla di orge e altre perversioni che riguardano la vita personale di Robert e del suo cerchio interno.

E provo ancora molto affetto per Robert. Ho sempre pensato che fosse un poeta nell’insegnare il sistema, fino a che l’ha fatto ... Inoltre, ricordo che in una situazione dolorosa per me, ho “sentito” davvero il suo amore, la sua calda tenerezza, e non voglio “eliminare” questo ricordo bello.
Sono stata una studentessa di Robert, ho avuto fiducia in lui, ho avuto fiducia nei miei amici, e loro l’hanno avuta in me. Ho ricevuto dalla FoF, e ho dato. Si tratta di qualcosa di semplicemente umano.

Ma poi, “the game was over”, tutto è finito. O quanto meno, è finito per me. Cerchiamo di essere lieti ora, di andare avanti con tutto quanto di bello e importante abbiamo imparato. E non perdiamoci di vista...!

Grazie per la pazienza,

Gabriella